Visita fotografica alla Certosa di Pavia


La Certosa di Pavia si trova nell’omonimo comune, otto chilometri a nord della splendida città sul Ticino, seguire le indicazioni in tangenziale, poi sempre dritti costeggiando il naviglio).

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La sua facciata gotica si staglia meravigliosa e imponente, elegantissima, d’un bianco luminoso, in fondo ad un ampio cortile d’accesso. Lasciatevi affascinare per qualche momento dalle ricchissime decorazioni della facciata (bassorilievi, sculture e innumerevoli lavorazioni)

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L’interno (in cui è vietato fare foto) è straordinariamente monumentale, ben illuminato dal rosone che domina la porta d’ingresso; grandi statue, decorazioni, colonne e soffitti affrescati con colori vivaci.

Un monaco conduce nella visita guidata. Si comincia dalle sculture funebri di Beatrice d’Este e Ludovico il Moro, che portarono avanti i lavori di costruzione della chiesa, iniziati dai Visconti. Si passa poi al coro, con le meravigliose decorazioni lignee e gli affreschi. Non dimenticate di dare uno sguardo al soffitto, in corrispondenza della cupola affrescata.

La visita prosegue con il Chiostro minore, forse l’angolo più affascinante della Certosa.Immagine

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Si passa poi al refettorio, impreziosito da una magnifica Ultima Cena

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La visita guidata si conclude nel Chiostro maggiore, circondato dalle celle dei monaci, ognuna collegata ad un piccolo orto.

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Non vi ho voluti tediare con lunghe spiegazioni o presentazioni, meglio affidare tutto alle foto. 

La Certosa di Pavia è un capolavoro di arte votato alla fede: tappa irrinunciabile in un giro del Pavese.

 

Quattro itinerari turistici nella Provincia di Pavia


Ripropongo in questa sede un mio vecchio articolo, pubblicato sul settimanale “La Lomellina” il 27/03/2013

Nella tarda mattinata di sabato 23 marzo, presso la Sala dell’Annunciata in Piazza Petrarca, a Pavia, è stato presentato un nuovo progetto di sviluppo turistico della Provincia di Pavia. Erano presenti in qualità di oratori il Presidente Daniele Bosone, l’Assessore al turismo della Provincia Emanuela Marchiafava e Riccardo Lorenzino, fondatore della Hapax Editore di Torino, che ha vinto la gara d’appalto per la realizzazione del progetto. Tra il pubblico numerosi amministratori locali. L’ambiziosa iniziativa comprende quattro itinerari turistici, corrispondenti alle aree geografiche di maggior interesse della nostra provincia: Lomellina, Pavia città e zone limitrofe, le tre valli dell’Oltrepò e l’Alto Oltrepò. Il territorio lomellino avrà una parte fondamentale nel progetto grazie alle sue ricchezze storiche, artistiche e naturali che, unite al paesaggio suggestivo e ai prodotti tipici di qualità, comincia ad essere meta di grande interesse per i turisti del Nord Europa, in particolare belgi e olandesi. L’itinerario lomellino attraverserà tutti i centri maggiormente rappresentativi, come Lomello, Vigevano, Mortara, Breme, Sartirana, Garlasco e molti altri, alla scoperta della terra delle risaie, tra castelli, piazze, borghi rurali, antichi cascinali, chiese, arte e sapori d’altri tempi. Tra gli strumenti in preparazione, depliant e cartine turistiche, disponibili gratuitamente in tutti i punti di maggior frequentazione: bar, ristoranti, alberghi, esercizi commerciali; questo affinché ogni esercente possa sentirsi partecipe della promozione della propria terra. Inoltre, i curatori del progetto sono già impegnati da oltre un anno nella produzione di una grande guida del territorio provinciale, immenso compendio di tutta la storia, la cultura e la tradizione della provincia pavese. Tutto il materiale sarà ovviamente disponibile in internet, dove verrà realizzato un database con tutte le informazioni di interesse turistico. L’intero progetto (ultimato per 2/3) sarà presentato all’Expo di Milano 2015. Finalmente un’idea di sviluppo sostenibile, volta a salvaguardare e valorizzare il territorio, un’occasione per la Lomellina di riscoprire se stessa e prendere coscienza della propria bellezza e della necessità di preservarla. L’Assessore Marchiafava è stata molto esplicita a riguardo: “E’ evidente che un piano di sviluppo di questo tipo non può essere compatibile con modelli differenti, come autostrade e discariche”. Una frecciata, molto chiara, ai sindaci: no alla devastazione del suolo, no all’autostrada Broni-Mortara. Il futuro parte da qui.

Stefano Badini

Nuova fase del progetto turistico di Gravellona Lomellina-Intervista al sindaco Francesco Ratti


Con la fine della bella stagione per Gravellona Lomellina si chiude una fase importante, quella del miglioramento estetico del paese, che ha caratterizzato gli ultimi vent’anni e se ne apre una nuova: quella di promozione turistica del piccolo centro lomellino. “L’operazione di abbellimento del paese può dirsi pressoché conclusa – spiega il sindaco Francesco Ratti – pertanto i tempi appaiono maturi per iniziare un’opera sistematica di promozione turistica di Gravellona”. Si comincia così perfezionando tutti i mezzi di comunicazione disponibile: “Stiamo per dotare tutti i luoghi e gli edifici di maggior interesse con pannelli esplicativi muniti di codici QR, che rimanderanno ad altrettanti siti specifici, in cui trovare informazioni e file audio esplicativi, in modo da poter utilizzare il proprio smartphone come audio-guida; inoltre sono già pronti i nuovi manifesti pubblicitari e lo saranno a breve anche i depliant, appositamente concepiti per attrarre l’interesse di un pubblico non più solo lomellino, ma soprattutto esterno” prosegue Ratti. L’operazione si attuerà seguendo obiettivi precisi, tra i quali fondamentale è il coinvolgimento dei privati nel miglioramento estetico del paese e nel potenziamento delle strutture di ricezione, prevedendo corsi di preparazione per gestire b&b e affittacamere, corsi di preparazione per ciceroni gravellonesi, culturalmente preparati e versati nelle lingue, che guidino i turisti attraverso i comuni della Lomellina e le altre zone di interesse vicine (Vigevano, Milano, Pavia, Novara, Lago Maggiore, Lago d’Orta, Oltrepò Pavese, Monferrato ecc.) e creazione di gruppi di lavoro specializzati, composti da volontari, in grado di affiancare e sostenere l’impianto culturale, organizzativo e programmatico dell’operazione. E ancora, creazione di guide turistiche e mappe su Gravellona e zone limitrofe con itinerari consigliati, noleggio biciclette, convenzioni con privati proprietari di edifici e proprietà di pregio, preparazione di smartbox gravellonesi. Nel pensiero di Ratti la Lomellina diviene protagonista, punto di partenza e punto di arrivo di nuovi flussi turistici in una parte bellissima ma poco conosciuta del Nord Italia e, di tutto questo, Gravellona e il suo progetto pionieristico dovranno essere il cuore pulsante. E’ facile notare come un’operazione di simile portata dovrà accompagnarsi alla diffusione massiccia di una cultura del turismo e dell’accoglienza fra i cittadini, gravellonesi e lomellini, cosa che sta già avvenendo, coinvolgendo anche molti giovani (giovani mortaresi hanno già prestato la loro solerte opera di volontari a Gravellona, insieme a giovani gravellonesi), ma che va incoraggiata e incentivata. Il futuro passa da qui, non dal cemento, non dalle fabbriche, non dalle raffinerie, non dai termovalorizzatori, non dalle centrali a bio-gas; il futuro sono le nostre campagne, i nostri borghi, ville, castelli, antichi cascinali, la nostra cultura, la nostra storia. Il futuro si chiama tradizione.

                                                                                                                                                                                     Stefano Badini

Pubblicato dal settimanale “La Lomellina”, 09/10/2013