Gravellona Lomellina scalda i motori per la bella stagione


In arrivo una carrellata di eventi ad animare la bella stagione di Gravellona Lomellina. Si comincia ai primi di maggio con tre eventi al Parco dei Tre Laghi. Ad inaugurare la stagione sarà “Il Fiore ed il Lago”, mostra-mercato della floricoltura collaudata lo scorso maggio, che in virtù dell’ottimo riscontro di pubblico ottenuto nella prima edizione verrà riproposta e arricchita.

A seguire, il moto-raduno promosso dal Motoclub di Gravellona Lomellina. Terzo evento al Parco, al momento solo in fase di studio, dovrebbe essere una grande festa dello sport, verso fine maggio.

Ai primi di giugno poi, la ormai tradizionale Festa dell’Arte, regina indiscussa degli eventi gravellonesi, che ogni anno attira diverse migliaia di visitatori, quest’anno avrà luogo in tre giornate consecutive a cavallo del primo weekend di giugno. Inoltre l’Amministrazione sta studiando un altro evento, che dovrebbe seguire la Festa dell’Arte e dovrebbe ruotare attorno alla “Notte delle Anime”, evento serale di grande atmosfera al Parco dei Tre Laghi, che quest’anno verrà scorporato dalla Festa dell’Arte. Si preannuncia quindi una stagione molto densa di feste, che dovrebbero fare da trampolino di lancio per il Paese d’Arte lomellino, giunto ormai ad una fase di effettiva promozione del turismo. E per avere un prodotto tipico da proporre come souvenir, il Sindaco Franco Ratti ha pensato di affittare ad un agricoltore un lotto di terreno contiguo al parco, da coltivare con riso Carnaroli: l’affitto sarà pagato in riso, che verrà offerto ai turisti con il marchio di “Riso di Gravellona Lomellina”. 

Articolo pubblicato sul settimanale “La Lomellina”

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Sopra: processione allegorica di San Pessimino, durante la scorsa Festa dell’Arte

Qualche informazione per fare turismo in Lomellina


COSA DIAVOLO E’ LA LOMELLINA?

La Lomellina è un magnifico territorio pianeggiante situato nella Lombardia sud-occidentale, sul  confine con le province piemontesi di Alessandria, Novara e Vercelli. Facente interamente parte della Provincia di Pavia, la Lomellina ne occupa la parte nord-occidentale; con i suoi oltre 50 comuni, il territorio lomellino costituisce un’oasi di campagna quasi del tutto incontaminata, dove l’agricoltura è l’attività assolutamente prevalente e l’industria è limitata a pochi centri. Le risaie e i campi di granturco occupano la stragrande maggioranza del territorio, scarsamente cementificato e attraversato da un apparato stradale modesto. Cascine antiche, castelli medievali, possenti torrioni, pievi, chiese e abbazie di epoche remote sono l’immortale traccia dell’insediamento umano attraverso i secoli. I tre grandi fiumi che ne segnano i confini (Po, Sesia e Ticino) insieme ad un’infinità di canali, corsi d’acqua, rogge, sorgive e torrenti alimentano una natura straordinariamente rigogliosa, con ampie fasce di bosco che costeggiano i corsi d’acqua principali.

 

COSA C’E’ DA VEDERE IN LOMELLINA?

Tre sono le principali fonti di attrattiva in Lomellina: i castelli e i monumenti storici e religiosi, la natura e le specialità culinarie. Per quanto concerne la prima categoria, occorre sapere che il territorio lomellino ne è particolarmente ricco; senza nulla togliere ai centri ed edifici minori, vi sono alcuni luoghi particolarmente significativi.

–       Il poderoso castello di Sartirana, magnifica opera difensiva dotata di un grande torrione realizzato su tre differenti volumetrie: poliedro, cilindro e parallelepipedo. Curiosità: l’architetto che progettò questo edificio, Bartolomeo Fioravanti, fu uno dei progettisti del Palazzo del Cremlino a Mosca e del Castello Sforzesco di Milano.

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–       A Valeggio Lomellina un altro magnifico castello, anch’esso di natura difensiva con due possenti torrioni circolari che ne incorniciano la facciata principali, visibili a chilometri di distanza arrivando da Scaldasole

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–       A pochi chilometri da Valeggio anche Scaldasole ospita un castello perfettamente conservato, situato al centro dell’abitato

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–       Nella cittadina medievale di Breme è visitabile la splendida abbazia, con la cripta sottostante

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–       A Lomello, antico centro caro ai re longobardi che da il nome a tutto il territorio, si trova la magnifica basilica  medievale di Santa Maria Maggiore, uno dei più importanti esempi di romanico lombardo. A poche decine di metri il castello di Lomello ospita oggi la sede del Comune.

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–       A Rosasco rimangono ancora due imponenti testimonianze delle fortificazioni che anticamente cingevano il piccolo borgo: la Torre del Consegno che affaccia sulla piazza del Paese e ospita ancora le strutture del ponte levatoio e la maestosa torre ghibellina nord-occidentale, di evidente funzione difensiva, che svetta silente sulla campagna circostante

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–       A Mortara, secondo maggiore centro lomellino, si trovano l’imponente chiesa romanica di San Lorenzo e l’antica abbazia di Sant’Albino, importante centro religioso della Via Francigena

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–       A Vigevano, il più importante centro lomellino, rimangono in particolare due monumenti all’antica gloria della città, che godette del favore dei potentissimi Signori di Milano: il possente Castello Sforzesco-Visconteo, edificato nel punto più alto della città, può vantare un caratteristico passaggio coperto, sempre visitabile e le antiche scuderie progettate da Leonardo; a ridosso del Castello e ad esso collegato da uno scalone che sale nel cortile del maniero, si trova Piazza Ducale, una delle più belle piazze al mondo con i suoi portici monumentali, stretta tra la facciata del Duomo da un lato e l’imponente vista della Torre del Bramante dall’altro.

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–       Ultimo ma non ultimo il mio amato comune, Gravellona Lomellina, che in Lomellina costituisce assolutamente un unicum: qui non vi sono antichi luoghi di culto di particolare interesse, del castello che qui sorgeva un tempo non resta più nulla, raso al suolo in epoche remote da truppe nemiche. Unico elemento di interesse storico è il magnifico Giardino Barbavara-Ferraris, proprietà dei Conti Barbavara di Gravellona. Ciò che rende così esclusiva la realtà di Gravellona è il suo recentissimo e peculiare sviluppo, condotto sotto l’energica e brillante guida del nostro sindaco Francesco Ratti: arte in ogni angolo, e la realizzazione del grande Parco dei Tre Laghi. Particolarmente affascinante nel centro storico del paese è la Galleria d’Arte a Cielo Aperto, un progetto che da due anni impegna gli sforzi di amministrazione e volontari nella valorizzazione artistica del comune, attraverso l’apposizione sui muri di molti edifici di grandi riproduzioni di dipinti dei maggiori maestri della pittura impressionista dell’Ottocento italiano. Non dico altro di Gravellona Lomellina, affido tutto alla fotografia.

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Parlando di natura, da segnalare sono l’immensa riserva naturale del Parco del Ticino, così come la fascia di fitta boscaglia che corre da Castellaro De Giorgi sino all’Abbazia di Acqualunga, la confluenza tra Po e Sesia nei pressi di Breme, il già citato Parco dei Tre Laghi di Gravellona Lomellina… Parlare soltanto di parchi e aree boschive è riduttivo: la natura in Lomellina è dovunque padrona, magnifica in ogni angolo di territorio, sia dove la mano dell’uomo ha plasmato nei secoli la pianura per trasformarla in risaie e campi coltivati sia ove l’azione umana è stata meno presente, lasciando campo libero al dominio della natura.

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Veniamo infine ai piaceri della tavola:

–       Le specialità d’oca di Mortara sono certo i piatti più conosciuti, dal salame d’oca al prosciutto crudo, i ciccioli o grattoni e molte altre prelibatezze fatte con il grasso pennuto

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–       Altro piatto tipico sono le rane, gustosissime fritte come nel risotto

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–       Immancabili nella terra del riso i risotti, in tutti i modi possibili e immaginabili

–       Come in ogni angolo che si rispetti della Pianura Padana, anche in Lomellina la polenta è la regina della tavola: polente con i funghi, la salsiccia e, particolarmente legata alla tradizione popolare delle campagne, la umilissima polenta con la saracca, un pesce dal gusto fortissimo, piatto poverissimo per eccellenza

–       Il mitico salam d’la duia o salame sotto grasso e i tradizionali salami crudi di carne suina

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–       La casöla, piatto tipico lombardo, anch’esso pietanza della tradizione contadina

–       Le lumache, cucinate in molti modi diversi

–       I pesci di fiume

–       I funghi, chiodini in particolar modo

–       Le Offelle di Parona, biscotti tradizionali e unico dolce veramente celebre della cucina lomellina

–       La celebre Cipolla Rossa di Breme

Citare tutti i piatti tipici locali è un’impresa ardua, spero di avervi fornito almeno un quadro d’insieme da far venire l’acquolina in bocca.

 

Sicuramente tornerò ad approfondire tutti gli argomenti in un secondo momento; lo scopo di questo articolo era solo quello di illuminare per un istante la Lomellina nella sua totalità, per mostrare che anche qui vi sono bellezze dimenticate, in grado di affascinare l’occhio del turista forestiero non meno di altre terre molto più conosciute. Venite in Lomellina, c’è tanto da scoprire, vedere, gustare…

 

SITI E PAGINE UTILI

Per informazioni più dettagliate potete consultare la Guida Turistica sul sito della Provincia di Pavia; altro sito ricchissimo di informazioni è quello dell’Ecomuseo del Paesaggio Lomellino. Altre informazioni turistiche si possono trovare sul sito www.infolomellina.net e sui siti dei singoli comuni. Per quanto concerne la splendida Gravellona Lomellina potete visitare il sito del Comune, il blog “Gravellona Lomellina Online” e le pagine facebook “Galleria d’Arte a Cielo Aperto di Gravellona Lomellina” e “Parco dei 3 Laghi di Gravellona Lomellina-paginaufficiale”.

Gran parte delle fotografie che ho utilizzato si trovano sulla pagina facebook “Portraits of Lomellina”, insieme a cenni storici e altri contenuti di interesse turistico.

11 foto dalla Lomellina


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Sopra: Marcita allagata con colonia di Ibis Sacro, sullo sfondo le vette innevate delle Alpi, nei pressi di Villanova (Cassolnovo) – foto di Scila Mazzoleri

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Sopra: romantico tramonto tra filari di pioppi, nei pressi di Cergnago – foto di Scila MazzoleriImage

Sopra: Basilica medievale di Santa Maria Maggiore a Lomello. Qui si celebrarono le nozze fra Teodolinda, regina dei Longobardi e Agilulfo, Duca di Torino – foto di Serena MedinaImage

Sopra: moletto al Lago della Volpera, Parco dei Tre Laghi di Gravellona Lomellina

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Sopra: il Castello di Cozzo – foto di Carlo Rolandi

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Sopra: il municipio di Breme e accanto l’Abbazia medievale – foto di Carlo Rolandi

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Sopra: mulino ad acqua intitolato a Sant’Antonio, a Rosasco – foto di Carlo RolandiImage

 

Sopra: il possente torrione ghiebllino nord-occidentale di Rosasco – foto di Carlo Rolandi

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Sopra: l’imponente Castello di Sartirana Lomellina – foto di Carlo Rolandi

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Sopra: rigogliosa campagna lomellina nei pressi di Mortara, con uno dei numerosissimi canali che attribuiscono a questo territorio l’appellativo di “Terra d’Acqua” – foto di Carlo Rolandi

 

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Sopra: Villa La Torre nel giardino dei Conti Barbavara di Gravellona, a Gravellona Lomellina – foto di Scila Mazzoleri

 

Breve storia dei Conti Barbavara di Gravellona


All’ingresso di Gravellona Lomellina che affaccia sulla provinciale per Vigevano vi è uno dei maggiori tesori del piccolo comune lomellino: Villa Barbavara, con il suo magnifico giardino. La proprietà, tra i più bei possedimenti nobiliari di Lomellina, appartiene agli eredi dei Conti Barbavara di Gravellona.

Questa famiglia di antichissima nobiltà franca ricevette il titolo in epoca molto remota, nell’811 da Carlo Magno stesso secondo alcune fonti, nel 1200 secondo altre. I maggiori feudi dei Barbavara, all’epoca, erano concentrati nelle zone del Lago maggiore e del Lago d’Orta, della Valsesia, delle Valli Ossola, Anzasca e Strona e di Gravellona Toce, da cui la denominazione di “Barbavara di Gravellona”. Da questi possedimenti vennero cacciati da un’insurrezione popolare nel XV secolo.

Il feudo di Gravellona Lomellina fa parte delle terre che Giangaleazzo Visconti, signore di Milano, concesse a Francesco Barbavara, suo apprezzato consigliere e marito di Antonia Visconti. Di questo nobile casato furono membri illustri anche Giovanni Barbavara, senatore del Regno d’Italia, fondatore delle Poste e l’ammiraglio Edoardo Barbavara, comandante dell’incrociatore Varese della Regia Marina italiana, il primo sepolto nel cimitero di Gravellona Lomellina e il secondo al cimitero del Verano a Roma. La storia dei Barbavara e dei loro possedimenti è in buona parte affidata alla tradizione orale e all’ottima memoria della Contessa Margherita Barbavara, poiché gli archivi di famiglia andarono perduti durante i bombardamenti angloamericani su Milano, nel corso della Seconda Guerra Mondiale.

Il giardino Barbavara, in origine proprietà della nobile famiglia Ferraris e passato ai Barbavara in seguito al matrimonio della figlia di Gianandrea Ferraris con Massimiliano Barbavara, fu realizzato oltre 200 anni fa da un architetto inglese di cui la storia non ci ha tramandato l’identità. Laghi, colline, corsi d’acqua, alberi secolari, vegetazione fittissima e straordinariamente varia (vi sono persino tre cedri del Libano bisecolari), dipingono l’atmosfera fiabesca di questo luogo incantevole, dove il tempo pare essersi fermato. Il tutto fa da cornice ai due edifici principali presenti al suo interno: il primo è la villa nobiliare che si innesta all’angolo del grande giardino che affaccia su Via Matteotti , il secondo, forse il più suggestivo per la sua collocazione, si trova al centro della proprietà. Composta da una casa colonica realizzata in più parti nel corso di varie epoche e di una magnifica torre che svetta tra le cime degli alberi, questa seconda residenza si specchia nelle acque del lago, su cui si gode una magnifica vista dall’ampia terrazza, di recente edificazione, che vi si affaccia. Purtroppo sulla torre non vi sono quasi notizie storiche. Dalla sua cima si gode un magnifico panorama della pianura circostante, caratteristica che fu sfruttata da Massimiliano Barbavara e dal suo fattore Farina, al tempo della seconda guerra d’indipendenza, per avvistare gli Austriaci che muovevano su Vigevano, cosicché i Conti poterono far allagare i campi e la strada, rallentando di molte ore l’avanzata del nemico. Per questo atto di grande coraggio e astuzia furono imprigionati dagli Austriaci in una cella sotto la torre. Image

foto sopra: il magnifico salone interno della “Villa la Torre”, a Gravellona Lomellina

All’interno della proprietà trovano spazio anche una serra, un grande recinto per i daini ed una splendida statua della Madonna della Salette. Da alcuni anni è possibile affittare l’incantevole spazio per festeggiare matrimoni. Il Giardino Barbavara è inoltre visitabile ogni anno, in occasione della Festa dell’Arte di Gravellona Lomellina, che si tiene nelle prime settimane di giugno; la Contessa Margherita Barbavara è sempre stata tra i principali promotori dell’evento, aprendo la proprietà ai turisti, concedendone spesso gli spazi per le esibizioni dell’Accademia Musicale di Gravellona Lomellina e organizzando intrattenimenti musicali, in particolare il suggestivo concerto ambientale, ove le note e le armonie musicali vengono trasportate sulla superficie del lago, sino a pervadere ogni angolo del giardino.Image

Foto sopra la Villa Barbavara e la torre si specchiano nelle acque del lago in una magnifica mattinata d’autunno, a Gravellona Lomellina

 

Nuova fase del progetto turistico di Gravellona Lomellina-Intervista al sindaco Francesco Ratti


Con la fine della bella stagione per Gravellona Lomellina si chiude una fase importante, quella del miglioramento estetico del paese, che ha caratterizzato gli ultimi vent’anni e se ne apre una nuova: quella di promozione turistica del piccolo centro lomellino. “L’operazione di abbellimento del paese può dirsi pressoché conclusa – spiega il sindaco Francesco Ratti – pertanto i tempi appaiono maturi per iniziare un’opera sistematica di promozione turistica di Gravellona”. Si comincia così perfezionando tutti i mezzi di comunicazione disponibile: “Stiamo per dotare tutti i luoghi e gli edifici di maggior interesse con pannelli esplicativi muniti di codici QR, che rimanderanno ad altrettanti siti specifici, in cui trovare informazioni e file audio esplicativi, in modo da poter utilizzare il proprio smartphone come audio-guida; inoltre sono già pronti i nuovi manifesti pubblicitari e lo saranno a breve anche i depliant, appositamente concepiti per attrarre l’interesse di un pubblico non più solo lomellino, ma soprattutto esterno” prosegue Ratti. L’operazione si attuerà seguendo obiettivi precisi, tra i quali fondamentale è il coinvolgimento dei privati nel miglioramento estetico del paese e nel potenziamento delle strutture di ricezione, prevedendo corsi di preparazione per gestire b&b e affittacamere, corsi di preparazione per ciceroni gravellonesi, culturalmente preparati e versati nelle lingue, che guidino i turisti attraverso i comuni della Lomellina e le altre zone di interesse vicine (Vigevano, Milano, Pavia, Novara, Lago Maggiore, Lago d’Orta, Oltrepò Pavese, Monferrato ecc.) e creazione di gruppi di lavoro specializzati, composti da volontari, in grado di affiancare e sostenere l’impianto culturale, organizzativo e programmatico dell’operazione. E ancora, creazione di guide turistiche e mappe su Gravellona e zone limitrofe con itinerari consigliati, noleggio biciclette, convenzioni con privati proprietari di edifici e proprietà di pregio, preparazione di smartbox gravellonesi. Nel pensiero di Ratti la Lomellina diviene protagonista, punto di partenza e punto di arrivo di nuovi flussi turistici in una parte bellissima ma poco conosciuta del Nord Italia e, di tutto questo, Gravellona e il suo progetto pionieristico dovranno essere il cuore pulsante. E’ facile notare come un’operazione di simile portata dovrà accompagnarsi alla diffusione massiccia di una cultura del turismo e dell’accoglienza fra i cittadini, gravellonesi e lomellini, cosa che sta già avvenendo, coinvolgendo anche molti giovani (giovani mortaresi hanno già prestato la loro solerte opera di volontari a Gravellona, insieme a giovani gravellonesi), ma che va incoraggiata e incentivata. Il futuro passa da qui, non dal cemento, non dalle fabbriche, non dalle raffinerie, non dai termovalorizzatori, non dalle centrali a bio-gas; il futuro sono le nostre campagne, i nostri borghi, ville, castelli, antichi cascinali, la nostra cultura, la nostra storia. Il futuro si chiama tradizione.

                                                                                                                                                                                     Stefano Badini

Pubblicato dal settimanale “La Lomellina”, 09/10/2013

Breve intervista a Davide Van de Sfroos


“Buongiorno, piacere di rivederti!” con queste semplici parole e una vigorosa stretta di mano Davide Van De Sfroos mi saluta, sabato pomeriggio, al nostro secondo incontro dal giugno scorso, quando era stato a Gravellona Lomellina per la Festa dell’Arte. E di quest’uomo, ancora una volta, mi colpisce la grande semplicità, l’umanità limpidissima di chi sa guardare il mondo e gli uomini con umile profondità. Ci accomodiamo con un sigaro toscano e una grappa e mi spiega perché ha scelto di tornare a Gravellona per girare alcune riprese del suo programma Rai “ Terra&Acqua” e tenere uno spettacolo serale. “Gravellona mi aveva colpito anni fa, in occasione del mio primo concerto qui. Allora avevo compreso come in questa terra, così diversa dalla mia ed in cui tutto sembra dilatarsi nei grandi spazi di pianura, le genti avessero fatto fronte comune, arroccandosi intorno alla propria tradizione contadina, per difendere la bellezza dalla mediocrità che spesso deriva dal progresso economico” spiega il cantautore. “In questo paese è evidente lo sforzo costante di tendere a conservare e a creare una bellezza che appaghi tanto chi vi abita quanto i visitatori. Il Parco dei Tre Laghi e i mille tocchi d’arte ne sono la prova tangibile” mi dice con evidente ammirazione. “Ciò che voi avete fatto è un gesto di rivendicazione, per sancire l’appartenenza ad una terra che davvero sentite e rispettate come casa” prosegue Van De Sfroos. “Sopra ogni cosa mi ha colpito il grande affetto che la vostra gente ha sempre dimostrato nei miei confronti, con grande semplicità e disponibilità e nei confronti della mia musica, dalla quale credo si senta rappresentata” conclude l’artista. Di queste parole gli sono molto grato, perché riconoscono un impegno nel quale in molti abbiamo creduto e, dette dall’uomo che si è fatto portavoce di quella grande identità lombarda troppo spesso snobbata, mi colmano di orgoglio. Dopo la pausa pranzo le riprese proseguono, con un piacevole intermezzo musicale nella piazzetta della frazione Barbavara dove Davide Van De Sfroos intrattiene brevemente il pubblico cantando “Pulenta e galina fregia”, per concludersi con lo spettacolo serale nel cortile del municipio, spettacolo intenso e coinvolgente, dove il cantautore alterna musica, poesia, videoclip e aneddoti personali, catturando l’attenzione e l’ammirazione di un affezionatissimo pubblico.

Pubblicato sul settimanale “La Lomellina”, mercoledì 18 settembre 2013Immagine

Gravellona Lomellina è un libro d’arte


La Festa dell’Arte, svoltasi i primi due weekend di giugno a Gravellona Lomellina, è stata, come da consolidata tradizione, un successo. Per certi versi, però, questa 19° edizione ha segnato un punto di arrivo; diverse migliaia sono stati, infatti, i visitatori, ancor più che negli anni di maggior successo. Il paese si è presentato con una veste molto diversa rispetto anche solo a due anni fa.

Il nuovo investimento fatto dall’Amministrazione Comunale, il più massiccio dopo la realizzazione del Parco dei Tre Laghi, ha modificato in maniera decisiva l’aspetto del centro storico. Se il Parco era servito a fornire un punto di interesse naturale periferico al piccolo comune lomellino, l’affissione di riproduzioni di importanti dipinti dell’Ottocento italiano ha insinuato l’arte negli angoli più nascosti del centro storico, trasformando la piazza in una galleria d’arte, dove, dietro ad ogni angolo, in ogni nicchia, si cela una scena di vita popolare e contadina, o all’opposto un ritaglio di vita nobiliare o borghese.

La scelta delle opere è stata la chiave di questo successo. I dipinti sono stati selezionati all’interno della grande corrente degli Impressionisti italiani, e sono tutti datati fra la seconda metà dell’Ottocento e i primi del Novecento; questo perchè si è voluto ricercare delle “cartoline” di epoca moderna che fossero in grado di riassumere secoli di storia gravellonese.

Ed ecco, quindi, nelle opere di Signorini, Fattori, Segantini, Pellizza da Volpedo, e moltissimi altri, scene di vita contadina e proletaria, a rappresentare la fiera povertà che è l’indelebile ed umile passato di ogni lomellino, da ricordare con orgoglio, non da insabbiare fra le pieghe della Storia, perché rappresenta secoli di dedizione al duro lavoro; noi lomellini discendiamo da schiere di uomini e donne che, quotidianamente, con il sudore della fronte, si sono guadagnati il pane.

E, invece, nei dipinti di Corcos, Lega, Hayez, Morbelli vi è l’immagine dell’altro volto di Gravellona Lomellina, il mondo signorile e benestante, incarnato storicamente dalla dinastia dei conti Barbavara di Gravellona, potente e antica famiglia della nobiltà milanese, proprietari di Villa Barbavara, magnifica proprietà nobiliare, forse la più bella di tutta la Lomellina, ancora oggi appartenente agli eredi dei Barbavara, visitabile durante la Festa dell’Arte di Gravellona Lomellina (1° e 2° weekend di giugno).

Questa serie di geniali interventi rappresentano un piccolo e grande miracolo: sono il risultato dell’inarrestabile fantasia ed energia di un grande sindaco, Francesco Ratti, e del duro lavoro di tutti coloro che hanno creduto nel suo sogno, prestando la loro opera a questo progetto.

Il sogno era innovativo e ambizioso: trasformare uno dei più grigi e tristi paesi della Lomellina, senza mare ne montagna ne lago ne particolari ricchezze storiche o artistiche, in un polo turistico. La chiave del successo di Gravellona Lomellina forse deriva proprio da questo svantaggio iniziale: dove non vi era nulla di bello si poteva creare e sperimentare tutto.

E così nei primi anni si lasciò correre a ruota libera la creatività, accrescendo, di anno in anno, la qualità degli interventi artistici nel paese. E a poco a poco il progetto definitivo si delineava nei dettagli e si arricchiva di contenuti, spingendo gli obiettivi sempre più avanti.

A vent’anni dalla nascita di quel sogno i risultati sono già evidenti, l’immagine del paese è cambiata totalmente, la sua fama è cresciuta almeno quanto la sua bellezza. L’ambiente eccezionalmente vivace sul piano culturale e artistico attira la partecipazione forte della cittadinanza e di molti ammiratori forestieri, innescando dinamiche di virtuosismo ed entusiasmo che rappresentano il migliore investimento possibile per il futuro del paese.

Ma il lavoro non è affatto concluso, anzi è in pieno svolgimento: Gravellona Lomellina è in piena crescita e si avvia decisa verso un boom turistico, che, di anno in anno, si va concretizzando.

La ricetta del successo è assolutamente innovativa e rappresenta un esempio virtuoso di governo del territorio che sicuramente farà scuola: creare da zero una magnifica fusione di arte, natura, romanticismo, musica e fantasia; il tutto in una chiave di lettura raffinata e popolare al tempo stesso. Il Parco dei Tre Laghi, l’Accademia Musicale di Gravellona Lomellina, la Galleria d’Arte a Cielo Aperto, e i numerosissimi interventi collaterali di salvaguardia e valorizzazione del centro storico e del patrimonio naturale sono le nostre carte vincenti.

Regalatevi una gita meravigliosa. Venite a Gravellona Lomellina. Non potrete non amarla.