Vinitaly 2014


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Lo scorso martedì 8 aprile ho vositato per la prima volta il Vinitaly. Magnifica la location di Verona Fiere: uno spazio immenso, facile da raggiungere sia in auto che in treno. L’enorme mole di traffico provocata dall’evento è riuscita a mettere in ginocchio la pur efficientissima rete viaria di Verona, ma nella zona industriale si parcheggiava facilmente, a meno di un km dall’ingresso al padiglione lombardo della fiera.

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Per gli amanti del vino, come per gli operatori del settore e della ristorazione, il Vinitaly è una manifestazione impedibile.

Come approcciare l’evento? Vinitaly non è un’occasione per bere a più non posso e girare avvinazzati da uno stand all’altro. Vinitaly è eleganza, buon gusto e sincera passione per il più straordinario nettare della tradizione italiana.

Migliaia e migliaia i visitatori in una sola giornata. Il numero di padiglioni e stand è tale che dalle 12:00 alle 18:30 (ora di chiusura dello spazio fiere) siamo riusciti a visitare i soli padiglioni di Lombardia, Toscana, Piemonte (e un salto velocissimo in quello campano e nello spazio dedicato ai vini biologici).

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Fantasia, cordialità, atmosfera festosa ma raffinata… Affascinanti in primo luogo gli stand, ognuno con la sua particolarità. Il design è fondamentale per attrarre i visitatori: c’è chi punta sull’eleganza, chi sull’originalità, chi sulla comodità. Gran parte degli stand disponevano di tavolini e posti a sedere per accogliere i visitatori.

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Io e i miei due amici siamo partiti dal padiglione lombardo, cominciando dallo stand del’azienda Vanzini dell’Oltrepò Pavese: cortesia deliziosa e assaggi di alcune ottime specialità della casa (un magnifico spumante bianco secco, perfetto a mio avviso come aperitivo e due vini rossi fermi, Barbera e Bonarda, molto beverini e facili da approcciare, davvero una piacevole sorpresa) ci hanno fatto iniziare con il sorriso sulle labbra.

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A seguire un giro nello stand della bergamasca La Rovere e assaggi di ottimo Valcalepio Rosso Riserva, abbinato ad un piattino di polenta e brasato, seguiti da un assaggio di passito bianco, meravigliosamente fruttato, una vera delizia.

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Abbandonato il padiglione lombardo, eccoci in quello campano per un assaggio di Greco di Tufo e Fiano di Avellino in due diversi stand (buoni, ma mi aspettavo qualcosina in più) e un goccio di magnifici liquori di Capri (davvero stupendi!).

Terza tappa: padiglione della Maremma, separato dal padiglione del resto della Toscana. Sapori che sanno di casa, mi riportano alle lunghe giornate d’estate trascorse nel podere degli zii di mia madre, tra il caldo torrido, la terra dura e rossa, gli animali della fattoria e il calore della gente del posto. La Maremma ti entra nel cuore e non ti abbandona mai più…

Dritti allo stand della Cantina di Pitigliano (splendido comune in provincia di Grosseto, sorto su un alto colle di tufo), dove incontriamo un giovane di Manciano (paese d’origine di mia madre) che con la leggendaria ospitalità toscana ci intrattiene con assaggi di Bianco di Pitigliano (bianco fermo poco conosciuto, ma davvero straordinario, molto sapido, con una tipica punta di amaro appena percettibile nel retrogusto), mostrandoci le foto del meraviglioso paese e dell’antica cantina, realizzata in una grotta scavata nella roccia tufacea.

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Si prosegue di stand in stand, con assaggi di Brunello di Montalcino, Chianti Classico, Nobile di Montepulciano… I rossi toscani sono vini indimenticabili, raffinatissimi, capaci di far sognare.

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Molti vini si segnalano per un ottimo rapporto qualità prezzo, davvero competitivo (rimane in mente un Brunello di Montalcino da far commuovere a 12€ a bottiglia); perché il Vinitaly è anche questo: una formidabile opportunità di visibilità per i produttori e un’occasione impedibile per i potenziali compratori.

Curiosità: incrociamo il sindaco di Verona, il grande Flavio Tosi, sorridente e accomodato in uno stand toscano.

Dalla Toscana si passa al Piemonte, dove veniamo accolti con squisita gentilezza nello stand di un’importante cantina di Alba, Salvano (da segnalare l’eccezionale cura nell’estetica della bottiglia, che questa prestigiosa cantina pone nel presentare i suoi capolavori), che ci propone generosi assaggi in serie di Barbaresco e di quattro diverse annate di Barolo. Splendidi anche i rossi piemontesi, molto decisi, senza fronzoli, necessitano di abbinamenti dai sapori forti.

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Per due volte ci fermiamo a provare il Moscato d’Asti, in due diversi stand; prodotti eccellenti sia lo spumante che il passito bianco, perfetti come abbinamento al dessert, proposti a prezzi davvero competitivi. Poi provo per la prima volta il Grignolino (molto piacevole, beverino, decisamente un vino facile e “simpatico”), seguito da un Nebbiolo niente male.

Ci fermiamo poi in un piccolo stand dove un ragazzo molto giovane ci fa assaggiare i vini della sua piccolissima cantina condotta da padre e figlio; Barolo e Nebbiolo non eccelsi ma nemmeno cattivi, proposti ad un prezzo stracciatissimo. Poi un salto allo stand della splendida Grapperia Mazzetti di Altavilla, accolti con gentilezza e grandissima professionalità, assaggiamo un freschissimo liquore alla menta molto adatto al caldo primaverile e ci lasciamo catturare dalle magnifiche bottiglie di questa importante azienda.

Ultima tappa, una cantina toscana mia vecchia conoscenza, Lecceta del Sarto, nel settore bio. Assaggi di splendidi Vermentino, Sangiovese e Morellino di Scansano, conditi dall’intrattenimento del gentilissimo proprietario.

Ultimissimo giro nella Toscana ad assaggiare un Brunello e un Nobile di Montepulciano, poi si chiude, un po’ perché sono le 18:30 e la fiera termina e un po’ perché, per quanto abbiamo cercato di trattenerci, il tasso alcolemico è salito non poco ed è ora di cercare acqua e fare quattro passi per schiarirsi le idee.

Per chiudere in bellezza, un giro serale nel centro storico di Verona, che di giorno è bellissima ma di sera è una visione celestiale. Piazza Bra con l’Arena, Piazza delle Erbe, le Arche degli Scaligeri, la Torre dei Lamberti, il Ponte di Pietra… sono uno splendido coronamento di una bellissima esperienza.

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Il Vinitaly è un’occasione da non perdere, in cui l’eccellenza italiana mostra uno dei suoi lati più affascinanti. Visitatelo con curiosità, lasciandovi trasportare dalla gola, gustando sapori, colori, profumi unici, in un viaggio estasiante nel meraviglioso mondo del vino.

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