Breve storia dei Conti Barbavara di Gravellona


All’ingresso di Gravellona Lomellina che affaccia sulla provinciale per Vigevano vi è uno dei maggiori tesori del piccolo comune lomellino: Villa Barbavara, con il suo magnifico giardino. La proprietà, tra i più bei possedimenti nobiliari di Lomellina, appartiene agli eredi dei Conti Barbavara di Gravellona.

Questa famiglia di antichissima nobiltà franca ricevette il titolo in epoca molto remota, nell’811 da Carlo Magno stesso secondo alcune fonti, nel 1200 secondo altre. I maggiori feudi dei Barbavara, all’epoca, erano concentrati nelle zone del Lago maggiore e del Lago d’Orta, della Valsesia, delle Valli Ossola, Anzasca e Strona e di Gravellona Toce, da cui la denominazione di “Barbavara di Gravellona”. Da questi possedimenti vennero cacciati da un’insurrezione popolare nel XV secolo.

Il feudo di Gravellona Lomellina fa parte delle terre che Giangaleazzo Visconti, signore di Milano, concesse a Francesco Barbavara, suo apprezzato consigliere e marito di Antonia Visconti. Di questo nobile casato furono membri illustri anche Giovanni Barbavara, senatore del Regno d’Italia, fondatore delle Poste e l’ammiraglio Edoardo Barbavara, comandante dell’incrociatore Varese della Regia Marina italiana, il primo sepolto nel cimitero di Gravellona Lomellina e il secondo al cimitero del Verano a Roma. La storia dei Barbavara e dei loro possedimenti è in buona parte affidata alla tradizione orale e all’ottima memoria della Contessa Margherita Barbavara, poiché gli archivi di famiglia andarono perduti durante i bombardamenti angloamericani su Milano, nel corso della Seconda Guerra Mondiale.

Il giardino Barbavara, in origine proprietà della nobile famiglia Ferraris e passato ai Barbavara in seguito al matrimonio della figlia di Gianandrea Ferraris con Massimiliano Barbavara, fu realizzato oltre 200 anni fa da un architetto inglese di cui la storia non ci ha tramandato l’identità. Laghi, colline, corsi d’acqua, alberi secolari, vegetazione fittissima e straordinariamente varia (vi sono persino tre cedri del Libano bisecolari), dipingono l’atmosfera fiabesca di questo luogo incantevole, dove il tempo pare essersi fermato. Il tutto fa da cornice ai due edifici principali presenti al suo interno: il primo è la villa nobiliare che si innesta all’angolo del grande giardino che affaccia su Via Matteotti , il secondo, forse il più suggestivo per la sua collocazione, si trova al centro della proprietà. Composta da una casa colonica realizzata in più parti nel corso di varie epoche e di una magnifica torre che svetta tra le cime degli alberi, questa seconda residenza si specchia nelle acque del lago, su cui si gode una magnifica vista dall’ampia terrazza, di recente edificazione, che vi si affaccia. Purtroppo sulla torre non vi sono quasi notizie storiche. Dalla sua cima si gode un magnifico panorama della pianura circostante, caratteristica che fu sfruttata da Massimiliano Barbavara e dal suo fattore Farina, al tempo della seconda guerra d’indipendenza, per avvistare gli Austriaci che muovevano su Vigevano, cosicché i Conti poterono far allagare i campi e la strada, rallentando di molte ore l’avanzata del nemico. Per questo atto di grande coraggio e astuzia furono imprigionati dagli Austriaci in una cella sotto la torre. Image

foto sopra: il magnifico salone interno della “Villa la Torre”, a Gravellona Lomellina

All’interno della proprietà trovano spazio anche una serra, un grande recinto per i daini ed una splendida statua della Madonna della Salette. Da alcuni anni è possibile affittare l’incantevole spazio per festeggiare matrimoni. Il Giardino Barbavara è inoltre visitabile ogni anno, in occasione della Festa dell’Arte di Gravellona Lomellina, che si tiene nelle prime settimane di giugno; la Contessa Margherita Barbavara è sempre stata tra i principali promotori dell’evento, aprendo la proprietà ai turisti, concedendone spesso gli spazi per le esibizioni dell’Accademia Musicale di Gravellona Lomellina e organizzando intrattenimenti musicali, in particolare il suggestivo concerto ambientale, ove le note e le armonie musicali vengono trasportate sulla superficie del lago, sino a pervadere ogni angolo del giardino.Image

Foto sopra la Villa Barbavara e la torre si specchiano nelle acque del lago in una magnifica mattinata d’autunno, a Gravellona Lomellina

 

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2 pensieri su “Breve storia dei Conti Barbavara di Gravellona

  1. luigi barbavara

    Buonasera,
    apprezziamo il suo tentativo di riassumere la storia ma molte cose sono inesatte. La storia della famiglia è ben documentabile e non è vero che l’archivio è andato distrutto durante la guerra.

    Le suggerisco di verificare maggiormente le fonti e di non credere alle narrazioni che spesso vengono edulcorate o ingigantite.
    cordiali saluti

    • Buongiorno, le scrivo per alcuni chiarimenti sull’articolo che ha potuto leggere sul mio blog. Esso è frutto di un’intervista alla Contessa Margherita Barbavara. Se sono presenti inesattezze in quanto ho riportato, me ne scuso. Le sarei molto grato se volesse segnalarmi tutti gli errori presenti nell’articolo. Se invece dovesse ritenerlo lesivo per la fama della sua famiglia, sono disponibile ad eliminarlo da questo blog. Rimango a sua disposizione.
      Cordiali saluti, Stefano Badini

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