Abbiamo il dovere di restare e resistere


Immagine

Qui mi rivolgo ai giovani, tanto delusi dall’Italia da volersene andare, pensando, in virtù della giovane età, di trovare oltre le nostre frontiere un mondo di possibilità.

 

Siamo, tanto bravi, noi ragazzi, a pretendere, pretendere, pretendere: dalla famiglia, dalla società, dallo Stato. Vero, le condizioni sono pessime e lo status quo ci priva delle possibilità di avere un avvenire dignitoso, vero lo Stato si impegna meno di quanto vorremmo, vero questa società non ci piace (non piace a nessuno). Ma pensare: “L’Italia è un paese di merda” non ci garantirà un futuro migliore.

 

Questa nostra Patria ci ha cresciuti, difesi e amati, al meglio delle sue possibilità. Perché la Patria non è lo Stato. La Patria sono i nostri affetti, i nostri amici, la nostra famiglia, i luoghi della nostra infanzia, gli angoli di paradiso terrestre che, per ragioni del tutto proprie, ognuno di noi porta nel cuore. La Patria sono le tradizioni dei nostri avi, gli insegnamenti dei nostri nonni, dei nostri genitori, le speranze per i figli che avremo. La Patria è la Terra che ha accolto e cresciuto generazioni della nostra famiglia e che ancora conserva i sepolcri degli avi. Ove lo Stato sbaglia, la Patria è infallibile. Quando lo Stato ti tradisce, la Patria ti consola dei tuoi patimenti. La Patria è ciò che ti insegna chi sei, che ti fornisce la sicurezza di una identità, ciò che ti protegge con la certezza di appartenere ad un mondo, una cultura, una tradizione storica, etnica, religiosa e famigliare. Noi abbiamo un debito enorme verso la Patria, è nostro dovere onorarlo.

 

Altre generazioni di nostri antenati si sono trovati a vivere in una realtà che disprezzavano, da cui si sentivano denigrati. Alcuni sono fuggiti, alla ricerca della fortuna. Altri sono rimasti, sapendo di dover affrontare travagli inimagginabili e rischi mortali per conquistare con il sangue il diritto di costruire la nazione che sognavano.

 

Abbandonare l’Italia al proprio destino significa disonorare il loro coraggio e il loro sacrificio, misconoscere la nostra stessa identità.

 

Noi possediamo la forza intrinseca della gioventù, ma ce ne siamo dimenticati. Privando la Patria di questa forza poderosa la lasceremo cadere fra le fauci distruttrici della Storia. E’ tempo di rammentare di essere i depositari del destino della nostra Nazione, di accettare l’onore e l’onere che la Sorte ci consegna. Abbiamo la possibilità di determinare la caduta o la resurrezione d’Italia. Infamia o gloria.

 

La prima via è facile, in discesa, basta arrendersi alla corrente della Storia. La seconda è un tortuoso sentiero di montagna, lastricato di pericoli, fatiche e sofferenze, che però conduce ad una vetta, se sfolgorante di splendore o ancor più tetra spetta a noi determinarlo. Se scegliamo di imboccare questa stretta e difficile mulattiera, dobbiamo prepararci, ritrovare la Forza insita nel nostro sangue di italiani e rammentare sempre che non abbiamo nulla da perdere, siamo pertanto liberi di rischiare tutto.

 

Oppure possiamo arrenderci senza combattere o fuggire altrove, guardando e subendo la rovina della Patria e le sue nefaste conseguenze. Ma non abbiate l’ignorante arroganza di credere di sfuggire alle frustate della colpa e ai morsi della nostalgia, perché per il resto dei vostri giorni  piangerete “Italia…”.

 

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...