L’italiano non guarda oltre la punta del proprio naso


Ieri è stata una di quelle rare giornate in cui poche ore cruciali si imprimono in maniera definitiva nel grande libro della Storia: in Egitto i militari si sono resi garanti del rispetto della volontà popolare, deponendo un governo che, come evidente, non aveva più il sostegno di una parte troppo grande del popolo e rischiava, con la sua ferma volontà di rimanere abbarbicato sulla sua posizione, di trascinare il Paese in una guerra civile. Non importano i tecnicismi, non m’interessa dirimere la questione se si possa parlare di golpe militare o popolare o entrambi.

Quel che è certo è che i fatti di ieri avranno ripercussioni fondamentali anche per noi europei. In che maniera non so dirlo, è presto per fare valutazioni sugli scenari futuri. Persino la Casa Bianca si è mostrata assolutamente cauta, non prendendo alcuna posizione ufficiale a riguardo.

Pensare di fare previsioni su quanto accadrà in Egitto, su come questo influenzerà il Medio Oriente, grande polveriera del mondo, e su come ciò influenzerà il mondo occidentale è ulteriormente difficile in Italia, per un comune cittadino, poiché i nostri mezzi di informazioni, dalla stampa alla televisione hanno dato scarso risalto a questo tema.

Ieri dopo aver appreso la notizia ho cercato febbrilmente di trovare qualche approfondimento; in serata niente, nella nottata niente. Così questa mattina mi sono rivolto alla cara vecchia carta stampata pieno di speranze, volevo assolutamente trovare l’analisi di qualche esperto che potesse illustrare almeno alcuni possibili scenari futuri. Così ho preso 2 quotidiani nazionali. Niente di abbastanza curato da saziare la mia ingorda curiosità. Niente, il futuro per la stampa italiana non esiste e se esiste non interessa, a meno che non si tratti di calciomercato, gossip o gattini e cagnolini.

I giornalisti fanno solo il loro mestiere, vendono notizie, pertanto diffondono le notizie che interessano la maggior quantità possibile di individui. Domanda e offerta, semplice mercato. Evidentemente la geopolitica non interessa gli italiani.

Ma questa chiusura spaventosa è una delle nostre più grosse palle al piede. Viviamo convinti che il centro del mondo sia piazza grande, o il bar sport o la bocciofila; i più svegli pensano che siano Palazzo Chigi, Montecitorio… No signori miei, siamo stati il centro, tanto tempo fa ma adesso siamo solo una stanca periferia che cade nel dimenticatoio dei grandi e non fa nulla per rilanciarsi.

Andando sul lato pratico, questa disinformazione voluta (anche dalla nostra classe dirigente, ci metto la mano sul fuoco) in materia di esteri si ripercuote in maniera pesantissima sulle nostre scelte politiche, poiché se i cittadini non sono a conoscenza di qual’è il nostro indirizzo generale di politica estera, quali sono i nostri interessi, i nostri rapporti con le altre nazioni, gli interessi dei nostri alleati, i possibili rischi e i possibili benefici, non possono valutare l’operato dei propri governi e sono in balia di opinioni contrastanti, senza avere i mezzi per comprenderle.

Questo nostro grave handicap si evince molto bene in campagna elettorale. Quando è stata l’ultima volta che avete sentito parlare di politica estera in un programma elettorale? Se tralasciamo l’Europa, tabula rasa. E sulla politica di difesa? Peggio che andar di notte.

Un esempio attuale e lampante è il caso dei caccia F35, che lo Stato vorrebbe acquistare per rimodernare la nostra flotta aerea, che a breve sarà obsoleta. Ovviamente si indignano quei benpensanti della Sinistra, convinti di vivere nel giardino dell’Eden dove le armi non servono e gli altri le comprano solo perché è bello usarle come arredamento. Così si sente dire che quei caccia non ci servono, perché tanto la guerra noi non la vogliamo fare e via di seguito con una quantità di minchiate da far arrossire persino il ministro Kyenge. E gli italiani, forti della loro ignoranza in materia seguono le capre che guidano il gruppo.

Ma è davvero così difficile spiegare che il Medio Oriente è al centro della nuova guerra fredda tra Occidente da un lato e Russia, Cina, Iran e Corea del Nord dall’altro? Pensano davvero che gli italiani si strapperebbero i capelli ad apprendere che lo scoppio di una grande guerra che coinvolga anche noi non è una possibilità tanto remota?

No, meglio che gli italiani non sappiano che le nostre missioni di pace servono a difendere i nostri interessi economici, meglio non dirgli che la libertà dei libici da Gheddafi ci è costata un sacco di soldi e avremmo preferito vederlo regnare vivo e vegeto. Meglio non fargli sapere che, costi quel che costi, dobbiamo rimanere alleati fedeli degli Usa perché altrimenti siamo pecore in mezzo ai lupi. Molto meglio lasciarci credere che gli Israeliani sono feroci oppressori, senza spiegarci che per il nostro bene dobbiamo benedire Israele e fregarcene della Palestina.

Il lato divertente di tutto questo è che quando mi trovo a parlare di sovranità nazionale mi sento dire che non so guardare oltre i nostri confini, che il mondo è globalizzato e bisogna saperlo guardare tutto intero, proprio da chi mi dice che gli F35 sono un inutile spreco di denaro perché tanto non avremo mai bisogno di difenderci.

Basta farci imbottire di fesserie, è tempo di diventare maturi e imparare ad affrontare le verità del mondo, altrimenti resteremo in eterno un popolo bambino, perennemente bisognoso di una balia.

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...