Letta e il “complesso da salvatore della patria”


Gli psicologi hanno recentemente scoperto un nuovo tipo di ossessione maniacale, che, dopo aver colpito l’ex premier Mario Monti, pare abbia colto anche il neo-premier Enrico Letta. Certo la casistica è ancora scarna per poterne ricavare delle conclusioni attendibili, però pare che il “complesso del salvatore della patria” sia una forma di devianza comune ai governi tecnici.

Già vi era incappato Mario Monti che, colto da una perversione contadina, frutto della detta patologia, si era convinto che  l’Italia fosse un terreno agricolo prosciugato dalla corruzione e dall’evasione fiscale, fino a renderlo improduttivo; così affinché potesse dare nuovamente dei frutti, lo ricoprì di sterco, che come è noto, è un ottimo fertilizzante. Che abbaglio mostruoso!

Al ritorno dalla recente missione in Europa per reperire fondi per l’occupazione, il nostro Presidente del Consiglio Enrico Letta ha mostrato dei chiari sintomi della pericolosa turba. Vero che l’aver scucito 1,5 miliardi a questa Unione usuraia è un buon risultato, ma ritenere che questi fondi, aggiunti al decreto legge per favorire l‘occupazione giovanile, possano costituire un intervento risolutivo è segno inequivocabile di follia.

“Ora le aziende non hanno più scuse per non assumere” ha detto recentemente il nostro Primo Ministro nel corso di una conferenza stampa, facendosi bello davanti al popolino, come a voler dire: “Io vi ho salvati, se adesso non ce la fate lo stesso son cazzi vostri!”.

Ma la realtà è ben diversa dal trionfo millantato da Letta: le misure adottate dal Governo per favorire l’occupazione sono una goccia nel mare, si parla di 100.000 posti di lavoro, come curare un malato terminale di tumore con l’aspirina.

Purtroppo l’eroica impresa si configura soltanto come un’operazione mediatica volta a puntellare il traballante governo, che, oltre a godere di una maggioranza parlamentare molto fumosa, non sta certo facendo saltare di gioia i cittadini.

Nel migliore dei casi questi eroi ci fanno perdere del tempo preziosissimo, se va peggio producono un’eredità devastante per il successivo governo (vedi caso Monti). Una cosa è certa: i governi tecnici non risolvono nulla.

Meglio sostituire Letta prima che il “complesso da salvatore della patria” gli suggerisca l’eutanasia come unica soluzione ai nostri mali.

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