Gravellona Lomellina è un libro d’arte


La Festa dell’Arte, svoltasi i primi due weekend di giugno a Gravellona Lomellina, è stata, come da consolidata tradizione, un successo. Per certi versi, però, questa 19° edizione ha segnato un punto di arrivo; diverse migliaia sono stati, infatti, i visitatori, ancor più che negli anni di maggior successo. Il paese si è presentato con una veste molto diversa rispetto anche solo a due anni fa.

Il nuovo investimento fatto dall’Amministrazione Comunale, il più massiccio dopo la realizzazione del Parco dei Tre Laghi, ha modificato in maniera decisiva l’aspetto del centro storico. Se il Parco era servito a fornire un punto di interesse naturale periferico al piccolo comune lomellino, l’affissione di riproduzioni di importanti dipinti dell’Ottocento italiano ha insinuato l’arte negli angoli più nascosti del centro storico, trasformando la piazza in una galleria d’arte, dove, dietro ad ogni angolo, in ogni nicchia, si cela una scena di vita popolare e contadina, o all’opposto un ritaglio di vita nobiliare o borghese.

La scelta delle opere è stata la chiave di questo successo. I dipinti sono stati selezionati all’interno della grande corrente degli Impressionisti italiani, e sono tutti datati fra la seconda metà dell’Ottocento e i primi del Novecento; questo perchè si è voluto ricercare delle “cartoline” di epoca moderna che fossero in grado di riassumere secoli di storia gravellonese.

Ed ecco, quindi, nelle opere di Signorini, Fattori, Segantini, Pellizza da Volpedo, e moltissimi altri, scene di vita contadina e proletaria, a rappresentare la fiera povertà che è l’indelebile ed umile passato di ogni lomellino, da ricordare con orgoglio, non da insabbiare fra le pieghe della Storia, perché rappresenta secoli di dedizione al duro lavoro; noi lomellini discendiamo da schiere di uomini e donne che, quotidianamente, con il sudore della fronte, si sono guadagnati il pane.

E, invece, nei dipinti di Corcos, Lega, Hayez, Morbelli vi è l’immagine dell’altro volto di Gravellona Lomellina, il mondo signorile e benestante, incarnato storicamente dalla dinastia dei conti Barbavara di Gravellona, potente e antica famiglia della nobiltà milanese, proprietari di Villa Barbavara, magnifica proprietà nobiliare, forse la più bella di tutta la Lomellina, ancora oggi appartenente agli eredi dei Barbavara, visitabile durante la Festa dell’Arte di Gravellona Lomellina (1° e 2° weekend di giugno).

Questa serie di geniali interventi rappresentano un piccolo e grande miracolo: sono il risultato dell’inarrestabile fantasia ed energia di un grande sindaco, Francesco Ratti, e del duro lavoro di tutti coloro che hanno creduto nel suo sogno, prestando la loro opera a questo progetto.

Il sogno era innovativo e ambizioso: trasformare uno dei più grigi e tristi paesi della Lomellina, senza mare ne montagna ne lago ne particolari ricchezze storiche o artistiche, in un polo turistico. La chiave del successo di Gravellona Lomellina forse deriva proprio da questo svantaggio iniziale: dove non vi era nulla di bello si poteva creare e sperimentare tutto.

E così nei primi anni si lasciò correre a ruota libera la creatività, accrescendo, di anno in anno, la qualità degli interventi artistici nel paese. E a poco a poco il progetto definitivo si delineava nei dettagli e si arricchiva di contenuti, spingendo gli obiettivi sempre più avanti.

A vent’anni dalla nascita di quel sogno i risultati sono già evidenti, l’immagine del paese è cambiata totalmente, la sua fama è cresciuta almeno quanto la sua bellezza. L’ambiente eccezionalmente vivace sul piano culturale e artistico attira la partecipazione forte della cittadinanza e di molti ammiratori forestieri, innescando dinamiche di virtuosismo ed entusiasmo che rappresentano il migliore investimento possibile per il futuro del paese.

Ma il lavoro non è affatto concluso, anzi è in pieno svolgimento: Gravellona Lomellina è in piena crescita e si avvia decisa verso un boom turistico, che, di anno in anno, si va concretizzando.

La ricetta del successo è assolutamente innovativa e rappresenta un esempio virtuoso di governo del territorio che sicuramente farà scuola: creare da zero una magnifica fusione di arte, natura, romanticismo, musica e fantasia; il tutto in una chiave di lettura raffinata e popolare al tempo stesso. Il Parco dei Tre Laghi, l’Accademia Musicale di Gravellona Lomellina, la Galleria d’Arte a Cielo Aperto, e i numerosissimi interventi collaterali di salvaguardia e valorizzazione del centro storico e del patrimonio naturale sono le nostre carte vincenti.

Regalatevi una gita meravigliosa. Venite a Gravellona Lomellina. Non potrete non amarla.

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