Nei secoli fedele – elogio all’Arma dei Carabinieri


Colgo l’occasione, in queste ore così tristi per l’Arma, per ricordare l’enorme debito che il popolo italiano ha nei confronti dei suoi Carabinieri.

Dalla loro istituzione, nel giugno 1814 per volontà di re Carlo Alberto, i carabinieri hanno sempre servito la patria, con coraggio e devozione, spesso al prezzo della vita, sia in guerra che in pace, con compiti di pubblica sicurezza e lotta alla malavita.

Era il 30 aprile 1848. Il Regno Sabaudo muoveva contro l’Impero Austro-ungarico, nel tentativo di riscattare l’Italia Settentrionale dal giogo straniero. L’esercito piemontese si era allora spinto nei pressi di Pastrengo, controllata da un forte contingente nemico. Carlo Alberto, che seguiva le operazioni in prima linea, fu improvvisamente fatto oggetto da scariche di fucileria austriaca e, sguainata la spada, si gettò alla carica del nemico. Il maggiore Alessandro Negri di Sanfront, che comandava gli squadroni di carabinieri addetti alla protezione del sovrano, nel vederlo in pericolo, ordinò la carica. I tre squadroni di Carabinieri Reali travolsero le linee nemiche e, seguiti dall’assalto della Brigata Cuneo, cacciarono gli austriaci da Pastrengo. Fu il primo glorioso episodio in cui l’Arma dimostrò il suo valore.

Primi ad entrare a Gorizia liberata, il 9 agosto 1916. Ultimi a difendere il valico di Culquaber, in Eritrea, fino all’ultimo uomo, all’arma bianca, contro soverchianti forze britanniche, nel novembre 1941. E di eccezionali episodi di guerra compiuti da questi eroi in divisa si potrebbe citarne mille e mille ancora.

Non va poi dimenticato il loro solerte impegno nella lotta al brigantaggio, in Sardegna, Sicilia, Italia Meridionale e Maremma Toscana, tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900. Arrivando poi agli anni recenti, alla lotta spietata contro il terrorismo e la mafia, che tanti lutti è costata all’Arma dei Carabinieri.

In tutta questa lunga storia di gravosi doveri, di pericoli, di sacrificio, i Carabinieri non hanno mai voltato le spalle all’Italia e alle sue istituzioni; di tutte le forze dell’ordine, senza nulla togliere agli altri corpi, l’Arma è sempre stata quella più vicina ai cittadini e da essi amata.

La capillare presenza sul territorio, anche nei piccoli paesi e la grande disponibilità al servizio hanno reso questa specialità uno dei punti di raccordo fondamentale tra lo Stato e il cittadino.

Spesso bistrattati e fatti oggetto di luoghi comuni non veritieri, i Carabinieri hanno sempre operato e operano tutt’ora con grande competenza, nonostante le ristrettezze economiche che ne limitano gravemente le possibilità d’azione.

Visto l’enorme debito che ogni italiano ha verso questi eroi in divisa, è preciso dovere di ognuno di noi essere vicino all’Arma tutta in questo momento drammatico, ed in particolar modo ai due carabinieri feriti nella sparatoria di ieri davanti Palazzo Chigi: l’appuntato scelto Francesco Negri, ferito alle gambe e il brigadiere Giuseppe Giangrande, gravemente ferito alla colonna vertebrale, che rischia di rimanere paralizzato. Senza dimenticare l’appuntato Giovanni Della Ratta, ucciso a Maddaloni, vicino a Caserta, durante una rapina.

“Nei secoli fedele” è il loro motto ed il popolo italiano gli sarà nei secoli riconoscente.

Onore all’Arma dei Carabinieri.

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...