Una giornata a Gravellona Lomellina


Capita spesso a chi vive in città, soprattutto dopo un lungo inverno di pioggia, smog e stress, di voler trascorrere qualche giorno di riposo. I desideri più elementari sono sempre quattro: relax, arte, natura e buon cibo. Sappiate che a poche decine di chilometri da Milano, nella provincia di Pavia, tra risaie e cascine, c’è un paesino che vi offre tutto questo: Gravellona Lomellina. A due passi da Vigevano con la sua splendida Piazza Ducale e da Mortara con le sue chiese, abbazie ed il salame d’oca, trovate questo magnifico, piccolo comune, dove ho la fortuna di vivere da sempre.

A Gravellona Lomellina non manca niente: un grande parco con tre laghi, tranquilla campagna pianeggiante, il centro e la piazza con diversi bar e locali.

Alla domenica mattina vieni svegliato dal sole che entra dalle ante della finestra, metti il naso in giardino e vieni accolto dal canto degli uccellini. Esci di casa e con pochi passi attraversi tutto il centro e ti trovi in piazza. Un caffè e una brioche ai tavolini del bar, attraversi la strada e comperi il giornale. Un saluto al postino, allo spazzino, all’osservatore civico e poi la vigilessa, il maresciallo, i pensionati sulla panchina, il sindaco, il fruttivendolo, il barbiere, la parrucchiera, il consigliere comunale… Nel piccolo mondo di Gravellona ci si conosce tutti.

Poi attraversi la piazza, passi dietro al mulino ad acqua (ancora funzionante in alcune occasioni) e ti addentri nel Parco dei Tre Laghi. Obbligatorio un giro al recinto degli animali: una carezza all’asino (che non appena vede che non hai cibo ti snobba) e qualche altra carezza alle socievolissime caprette, poi passi davanti alla baita in legno, un saluto ai volontari; passeggi in riva al Lago della Volpera, passi vicino al gruppo di oche (che puntualmente ti caricano come cani feroci: correre!). Di nuovo in salvo, costeggi il Lago dei Pescatori e sali in cima alla Collina degli Innamorati, dove attraversi il Cromlech (sì, una riproduzione gravellonese di Stonehenge, che occupa tutta la sommità della collinetta); da lì sopra vedi il grande dolmen sulla collinetta di fronte e abbracci con lo sguardo tutto il parco. Poi giù, attraversi il ponticello sul corso d’acqua e ti addentri nella folta vegetazione che circonda la Palude delle Streghe, fino alla sommità di un lieve dosso nascosto tra le piante e i cespugli; da lì si domina il punto più bello della Palude, dove il lago fa una curva, costeggiata da una boscaglia fittissima, abitata da colonie di aironi, gazzette e altri uccelli palustri. Poi attraversi il secondo ponticello, in legno, e passeggi sul limitare del parco privato della Villa Barbavara, appartenuto alla nobile famiglia Barbavara di Gravellona, gioiello che unisce un meraviglioso ambiente lacustre ed alcuni edifici signorili, ville ed una splendida torre affacciata sul lago, che spicca tra le cime degli alberi del ricco bosco circostante. Questa magnifica proprietà, a differenza del Parco dei Tre Laghi che è sempre aperto, è visitabile solo durante la Festa dell’Arte, che in genere si svolge durante il primo e secondo weekend di giugno.

Già la Festa dell’Arte… Non vi ho detto della maggiore vocazione di Gravellona Lomellina: arte e creatività. Molteplici e molto originali sono le espressioni artistiche che si possono ammirare nel paese, alcune bizzarre e simpatiche, come le torrette dell’Enel trasformate in facce giganti (con nasoni, occhi, bocca, gran mustacchi e cravatta!) e i paletti della pista ciclabile dipinti da carabinieri, carcerati, pagliacci e varie altre figure; altre più raffinate, come i quadri che adornano moltissimi muri del centro, riproduzioni a grandezza naturale di celebri dipinti di impressionisti dell’Ottocento italiano (Segantini, Signorini, Lega, Fattori, Pellizza Da Volpedo…), oltre ad altre opere di artisti contemporanei, che ritraggono in varie salse il tema di “San Giorgio e il Drago”. L’intera cittadina è punteggiata di numerosissimi tocchi di fantasia, ad ogni angolo ce n’è uno.

La forza di Gravellona Lomellina è proprio in tutto questo: a metà fra borgo rurale e cittadina di provincia, con i suoi 2700 abitanti unisce la tranquillità quotidiana alla vitalità dei weekend estivi, la raffinatezza alla tradizione; è punto di partenza perfetto per scampagnate fra risaie, cascine e mulini o giri nelle vicine città (Milano, Novara, Pavia, Vigevano). E se siete amanti, come me, dei paesaggi invernali, per lunghi periodi nelle campagne lomelline la nebbia e la brina creano delle atmosfere misteriose e romantiche; in certe giornate d’inverno, salendo sulla Collina degli Innamorati, ci si sente nel celebre dipinto “Viandante sul mare di nebbia”. Se avete letto questo pezzo non avete più scuse, venite a visitare quel magnifico cuore pulsante e variegato della Lomellina che è Gravellona.

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